Jul 122010
 

Prati verdi, di un verde che qui da noi non si riesce a trovare neanche allo stadio.
32 squadre di calcio tedesche. Ops, 31! Una è Italiana. Cosa ci fa nella fossa del leone? Si va a prendere un meritatissimo 3° posto. Un po’ un revival del ’90 un po’ una dimostrazione di forza. Dopo 2 anni grigi (8° e 9° piazzamento nella classifica finale) la compagine italica tira fuori dal cilindro una prestazione strabiliante. Ma andiamo per ordine:

  1. FASE A GIRONI
  2. Nel girone oltre alla delegazione italiana ci sono 3 squadre, tutte tedesche naturalmente, fra cui l’Hannover che giocando in casa non poteva che vincere 2 a 1. Le altre 2 sono state entrambe liquidate con un secco 1 a 0.

  3. OTTAVI di FINALE
  4. Qui i nostri affrontano una poco temibile Stoccarda in tenuta RossoBlu. Io sposto la mia posizione da punta a esterno, un ruolo da svolgere in maniera più naturale. Sembra andare tutto secondo i piani quando Matteo, la punta dai piedi buoni infila il portiere avversario per l’ 1 a 0. Il resto della partita è un susseguirsi di fiammate, sventate non senza affanni dal reparto difensivo avversario. Ma questa partita ha dell’incredibile. Manca un minuto alla fine e l’arbitro fischia un fallo sulla linea mediata. Un fallo peraltro inesistente. Il numero 10 fa partire un tiro a palombella (che mi ha ricodato quello che ho fatto durante Deportivo-Real Madrid semifinale di Liga 7e7) che beffa il portiere che aveva fatto un paio di passi in avanti di troppo. Sembra crollare tutto sulle spalle dei ragazzi italiani. Si va ai rigori. Altra beffa! Poco prima che Matteo scagliasse il primo calcio al pallone i suoi compagni richiamano l’attenzione dell’arbitro. Lo Stoccarda ha cambiato il portiere senza avvertire. L’arbitro inizialmente tentenna poi lascia invariata la situazione. Nei rigori il portiere tedesco non influisce più di tanto, al contrario quello italiano di nome Marco è un vero e proprio portento sventando 2 conclusioni dal dischetto. Una meno irresistibile e l’altra decisamente più temibile, dimostrando il suo vero valore, fugando i dubbi per quell’uscita avventata all’ultimo minuto e regalando il passaggio del turno a tutti, giocatori e spettatori.

  5. QUARTI di FINALE
  6. Se gli ottavi sono stati la partita della beffa, questa è la partita che nessuno vorrebbe mai vedere. L’antitesi del calcio giocato. Affrontiamo una delle squadre di Monaco di Baviera con alcuni giocatori talentuosi ma alquanto nervosi e irrispettosi. L’inizio è buono, entrambe le squadre sono equilibrate e ben bilanciate nel gioco. I monacesi si scoprono un po’ troppo e Matteo colpisce ancora: salta il portiere e infila da posizione defilata.
    Da questo momento in poi gli italiani rinunciano al gioco per via del pressing scriteriato dell’avversario. Man mano che i minuti scorrono si assiste ad un vero e proprio assedio, fatto di ottima circolazione di palla e parecchi interventi duri se non cattivi, da entrambe le parti. Probabilmente però l’idea di perdere contro gli italiani, permettendo loro di arrivare fra i primi 4, non garbava molto i tedeschi che davanti al loro pubblico schierato in tribuna (rapporto sostenitori italiani-tedeschi 1-25) offrono uno spettacolo osceno infarcendo il gioco di colpi proibiti. Fino all’apoteosi. Gianpiero il capitano e numero 10 italiano entra sulla palla con un intervento deciso ma pulito. Il diretto avversario nella caduta lo colpisce al volto con una gomitata procurandogli seri danni. Un accenno di rissa con qualche pugno volante e conseguenti espulsioni portano la partita verso i 2 minuti finali. in 9 contro 9 con i tedeschi schierati per la stragrande maggioranza nella metà campo italiana, un rilancio del portiere mi permette di mettermi in diretto confronto col terzino sinistro (mi ero spostato sulla fascia destra) e con una miscela di grinta e velocità, molto più la prima che la seconda, mi porto poco dentro l’area, defilato sulla destra. Un attimo su la testa, il portiere ha lasciato appena sguarnito il secondo palo, parte il destro. La palla disegna una traiettoria ad uscire assurda, tanto che io stesso ho dubitato fino all’ultimo istante… Ma quando vedi gonfiarsi la rete a partire dall’angolo sinistro piu in alto che si può… non puoi che gioire, lasciar esplodere tutta la rabbia agonistica, pensando a miliardi di cose e di persone. Sperando che un briciolo di quella gioia sia arrivata anche a loro. E via il carosello degli abbracci dei compagni. Una sola delle frasi rivoltemi riesco a ricordare: “poi mi spieghi come cazzo hai fatto…” triplice fischio…

  7. SEMIFINALE
  8. La semifinale è una partita che probabilmente non fa testo. Una squadra fortemente rimaneggiata che ha avuto un dispendio energetico immenso durante l’intero arco della giornata si trova a far fronte a un Amburgo più che deciso ad arrivare alla finale. Il numero 10 è una scheggia, lo si sapeva gia da prima che iniziasse l’incontro, ma ora è peggio perchè le sue incursioni fanno male. Su calcio piazzato il primo gol tedesco. Su un passaggio mi ritrovo al limite del fuorigioco, e qui un gran rammarico, perchè se il gol nella partita precedente aveva un coefficiente di difficoltà abbastanza elevato, qui bastava piazzarla mentre non sono riuscito a far meglio che a spararla sul portiere angolando leggermente il tiro. Da questo momento in poi la squadra ci crede poco, a intervalli regolari prende altri 2 gol. Le incursioni offensive producono belle azioni ma di rara efficacia. Anche qui i tedeschi si sono dimostrati poco sportivi insultando i nostri, naturalmente è doveroso dire che non tutti sono cosi stupidi, che solamente una parte di loro si comporta a questa maniera, del resto come lamentarsi quando in Italia ne vediamo di molte peggio. La finale è ormai andata ma l’idea di fare meglio possibile è alla base della trasferta!

  9. FINALE 3°-4° posto
  10. Questa partita di comune accordo si è deciso di non disputarla. Per motivi tecnici ma soprattutto, ed è innegabile, per motivi fisici. Entrambe le squadre, Italia e Koln, erano a secco. Giocare tutte questi match nell’arco di una sola giornata, per di più con un caldo pressante, è ai limiti delle possibilità fisiche. I rigori, questa è la soluzione, la forza nelle gambe per una breve rincorsa e un calcio o per un ennesimo colpo di reni c’è, perciò il terzo e il quarto posto si decideranno direttamente ai rigori.
    Nessuno dei nostri calcia male, solo Alberto calcia cosi bene da prendere la traversa, nessun problema però perchè Marco aveva gia parato 2 rigori. Il terzo posto è nostro, cosi come nel ’90 in Italia lo era stato. Parte “Notti Magiche” e la soddisfazione e l’orgoglio e un pensiero a chi si è fatto male prima e durante questa fantastica giornata.
    All’anno prossimo!